martedì, 29 maggio 2007, ore 19:47

.. mi fa proprio cascare gli attributi.

E passi il sindaco (veloce o lo linciano), passino i "muri", passino i bollini rosa, passino i disubbidienti di stato*, passino anche le uscite bigottissime dei cittadini.. ma almeno che al Comune ci lavorino delle persone con un minimo di cultura.

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Ma si può?



(*) Se non ho capito male, Casarini è portaborse della Melandri.. ma disobbedisce.. "Luca, la borsa" "NO!"
Da una sinapsi di Nicosangria

giovedì, 25 maggio 2006, ore 16:22

.. io qualcuno.

.. che no' se pòl 'speciare tüta una ziornada par un miracolo.. Gh'èmo altro de fare!.. Ma metèghe un orario a 'sti miracoli.. e rispetèlo!!
(Dario Fo - Mistero buffo - La resurrezione di Lazzaro)

Si.. sto aspettando un corriere.. al solito.

Da una sinapsi di Nicosangria

martedì, 14 marzo 2006, ore 09:45

.. sono tre giornate un po' così.

La rima non è voluta ma visto che veniva via con poco l'ho presa. Ho preso anche il raffreddore però e mi saltano due appuntamenti galanti.. o quasi. Mi salta il cinema stasera: blind date organizzata da una vecchia amica ed ex collega con simpatica ragazza che mi ha invitato a vedere "The constant gardener".. che tra l'altro ci tenevo pure un casino a vederlo visto che Fiennes è un attore che apprezzo molto, la Weisz mi fa sangue e mi piacciono le trame di John le Carré.. finirà che non troverò più nessuno che lo voglia vedere e da solo al cinema non ci vado più..
Domani mi ero organizzato una uscita terapeutica visto che è il 15 marzo.. giorno che per me è un po' ostico da un certo numero di anni. Mi han detto in tanti che è stupido celebrare un giorno così, ma non sono d'accordo: meglio un giorno così e 364 di quasi apprezzabile serenità che 365 giorni continui di media disperazione. Così avevo deciso di andare a trovare una persona che sta lottando molto per la vita in questo periodo. Dato che se non cambia nulla non avrò moltissime altre occasioni di vederla, ci tenevo a passare la serata con lei a ridere e scherzare a "mandar in cueo 'el mondo".. ama molto anche l'ingleneto e la volevo aggiornare delle novità. Però pieno di bacilli non posso andare nemmeno se oggi guarisco.. cazzo. Avevo giusto coniato una nuova espressione per lei che parla della mia condizione fisica: I'm so moroccoed that I feel inbricked - cussì marocà che me sento inmatonìo (marocà = congestionato da raffreddore - inmatonìo = da mattone, essere fermo, denso, inanimato, duro come un mattone)
Giovedì dovrei stare bene, almeno spero.. visto che dovrei andare a mangiare lo stinco di maiale al ginepro (il mio preferito) con una amica che si farebbe un bel po' di chilometri per l'occasione.

Mi faccio gli auguri da solo.

Da una sinapsi di Nicosangria

lunedì, 13 marzo 2006, ore 10:52

.. modi di dire e proverbi.

Sono cose che mi affascinano non poco. Sarà per questo che ieri mi è molto piaciuta la festa di laurea dove ho passato il pomeriggio a chiacchierare con una interprete.. o forse perchè era molto carina (we will discover it only living ).
Prendo spunto anche dai
commenti dell'ultimo post di ingleneto per citare delle cose carine che si possono fare con il dialetto veneto (o lengua veneta come qui preferiscono dire).

Mucio de xente (c'è un assemblamento di persone) = corteo = coltello
In questo caso la parola italiana corteo è identica alla parola veneta coltello.
Se ne deduce che: par tajare ea bisteca ghe voe un mucio de xente.

Quindi in veneto le finali cambiano, le doppie elle vengono trattate in modo speciale.. tipo:
martéo = martello
capitéo = capitello
Antonéo = Antonello
Capita però che i veneti più radicali trasportino la cosa un po' troppo oltre.. fino a produrre svarioni impressionanti quando cercano di parlare in italiano. Ci capita quindi la frase A mi me piase tanto el cacao che viene tradotta con A me piace molto il cacallo, oppure, Me fioeo se ciama Matteo vien tradotto come Mio figlio si chiama Mattello.

Gli svarioni in italiano sono molto frequenti, non certo nelle grandi città ma nei piccoli centri della provincia dove capita che venga a vivere un qualche personaggio ritenuto importante. Ricordo ancora anni fa quando una ragazza di sane radici contadine cominciò a lavorare nel bar pasticceria del mio paesino. Ogni domenica mattina veniva un bel giovane avvocato che si era stabilito da poco lì e che parlava in modo molto forbito e senza accento dialettale. La fanciulla, per darsi un contegno riusciva a produrre una quantità tale di svarioni da premio nobel. Vi cito quello che si ricorda ancora oggi a distanza di anni. Una domenica mattina non la troviamo al bar: ancora non c'erano i cellulari per cui eravamo tutti preoccupati visto che il proprietario aveva provato a chiamare a casa senza ottenere risposta. Dopo 2 ore arriva in auto con il padre, e scende con una gamba ingessata. Per rispondere alle domande, dato che oltre a noi ragazzi c'era il bell'avvocato, lei rispose: Sono andata per prendere il motorino, ma c'era la brocima e sono scapuzzata (So 'ndà par tore el motorin, ma ghe gera ea broxema e so' scapussà) Broxema = brina Scapussare = inciampare.

Da una sinapsi di Nicosangria