..la salute!!
Sono giorni che passo buona parte del pomeriggio in ospedale. No, non ho sviluppato una strana sindrome da avvoltoio e no non vado a cuccare infermiere vestite solo di camice (anche se trovo la cosa sempre intrigante).
La notte dei mondiali, mentre dormivo il sonno dei campioni, il mio corpo reagiva allo scombussolamento da vittoria. Ho sempre avuto una predisposizione alle cisti sebacee: mio padre si chiede ancora perchè non abbia ricevuto una predisposizione alla composizione di musica come Mozart, e anche io tutto sommato alle volte mi chiedo se era meglio una predisposizione a qualcosa d'altro.
Fatto sta che proprio sulla nuca, poco sotto a dove finisce la colonna vertebrale ed inizia il cranio, avevo una piccola cisti. Era lì da tanto, che solo quando lavavo i capelli capitava che la sentissi. Ebbene quella notte, vuoi per l'eccitazione da mondiale, vuoi per l'eccitazione da amica tettona che si è strusciata a forza di abbracci, vuoi gli ettolitri di birra, vuoi che si sarà sentita messa da parte e aveva anche voglia di rompere i coglioni, la cisti si infiamma. Si gonfia e, scoprirò oggi, chiama a sè delle amiche.
Lunedi e martedi passano con lievi fastidi, ma la notte tra martedi e mercoledi è stata pessima. Alle 6 di mattina parto alla volta del pronto soccorso dove mi diagnosticano un "ascesso della nuca". Un giovin dottorino (non è in segno di scherno, era giovane e minuto) con due gnocche di infermiere mi sdraiano sul lettino, mi bucano con l'anestesia e zac!
Non vi dico il sollievo quando ho sentito la pressione sparire.. poi lo sconforto nel venire informato che:
- non potevano asportarla in quanto la zona era infiammata;
- avrebbero inserito un drenaggio (garza zaffo) da cambiare tutti i giorni;
- l'anestesia se ne stava andando.
Con questo è iniziato un bel calvario che oggi ha avuto quell'esito interessante: è uscita la sacca della cisti.. ma appunto non era sola, domani quindi torno per le amiche.
Non volendo schifarvi con i resoconti delle medicazioni, preferisco raccontarvi cosa ho elaborato viste le mie visite pomeridiane alla clinica chirurgica due del policlinico, a contatto con un nutrito gruppo di persone.
Il giovedì, il primo giorno, arrivo senza prenotazione con il foglio del pronto soccorso: vengo messo in fondo e passo 2 ore cercando di leggere. I discorsi della gente mi distraggono, la cosa più divertente che ho sentito nella prima mezz'ora dalla mia vicina è stato di cosa sono morti i suoi fratelli.
Decido, forse a mò di scaramanzia, che questo gruppo merita di essere osservato, analizzato e descritto. Sono praticamente tutti lì per medicazioni post-operatorie.
Un signore pallidissimo che sembra un vecchio ma è solo sofferente e non avrà più di 60 anni. La moglie lo sorregge sempre ed è coadiuvata da 2/3 persone che devono essere parenti. Monopolizza le sedie, fa spostare chiunque, anche me dall'altra parte della stanza d'attesa. Ogni tanto lui va sul catatonico, ma penso che sia una qualche protezione per evadere dalla presenza della moglie.. cioè, porello, già sta male.. pure la cagacazzi è quasi da chiamare Amnesty.
La ragazza con la mamma sono un altro bel paio di soggetti. La madre conosce tutti, la figlia spalleggia i discorsi della madre, poi ogni tanto fai il suo giretto di ispezione con pose plastiche per mostrare le curve: cerca sguardi e li riceve, soprattutto perchè sorride, cosa sempre gradita e che a Padova non è comune (le galline padovane se la tirano davvero tanto). La madre però non si capisce perchè deve passare il pomeriggio lì, visto che la figlia deambula tranquillamente, guida l'auto e potrebbe rimorchiarmi in 5 minuti.. ma forse è proprio quello il motivo della presenza.
L'arzillo contadino è sempre allegro anche quando esce dall'ambulatorio, segno che ne ha passate di cotte e di crude e ormai nulla lo intacca.. pare siano mesi che va lì.
Le quattro dell'oca selvaggia: un gruppo di incursori (come si dice al femminile?) esperte in demolizioni. Una è dottoressa o in stage, un'altra deve fare medicazioni, le altre due sono di supporto logistico. Carine davvero, soprattutto la dottoressa, ma praticamente mezze nude e per questo letali insieme.. in fondo è sempre un luogo di sofferenza e ci sono persone che tra caldo e post-operatorio, potrebbero pagare cara un'erezione (o forse accoglierla con gioia).
Tra tutti questi ci sono io, che il primo giorno li ho analizzati ascoltandoli, dal secondo in poi lo faccio con l'iPod (ho una bassa tolleranza a sentir parlare di disgrazie) e i Red Hot Chili Peppers, i Dream Syndicate, i Fleshtones e Jesus Christ Superstar versione teatrale con Ian Gillan nel ruolo di Gesù.. perchè dai, potrebbe far comodo.
Dopo ogni medicazione devo passare al CUP e prenotare la medicazione successiva, mi danno un foglio, che uso per pagare 7,90 euro di ticket il giorno dopo. Oggi finiva l'impegnativa del medico e mi informo. Mi dice che posso prenotare da pagante e poi portando una nuova impegnativa provava a trasformarla. Vado al CUP e scopro da una simpatica signora che da pagante pago la strabiliante cifra di 8,50 euro. E io dovrei farmi 2 ore di fila dal dottore per un'impegnativa che mi fa risparmiare 60 cent?
E fatemi capire, ci sono 15 persone che si occupano della parte burocratica per quei 60 cent?
Per stasera rinuncio a farmi domande, domani forse con quei 60 cent mi danno una garza in più e il lecca lecca alla polenta e mango.